p piana

Di Domenico Consolazio

Durante l’esecuzione della panca piana bisogna inarcare o no la schiena?

La risposta è semplice, bisogna mantenere il più possibile le corrette curve fisiologiche, e porre particolare attenzione all’arco lombare.

Se gareggiamo nel powerlifting questo arco bisogna estremizzato il più possibile per ottenere i massimi gradienti di forza.

Torniamo a noi comuni mortali, le curve fisiologiche vanno tenute inalterate sempre, qualunque esercizio facciamo, ricordiamoci che sono queste curve, che rendono la nostra schiena forte.

La rettilineizzazione anche di solo una curva riduce drasticamente la tenuta del rachide:

Kapandji :  R=(n°curve2+1).

Da questa formula:  3 (numero di curve) al quadrato uguale 9 aggiungendo 1 risultato 10  .

Se ne annulliamo una diventa: 2 al quadrato 4 aggiungendo 1 risultato 5.

Basta perdere una curva per dimezzare la capacità di carico del nostro rachide.

Quindi la risposta arriva da se: MANTENERE INALTREATE SEMPRE LE CURVE FISIOLOGICHE .

Ma se il signor Kapandji  che è vissuto nei primi decenni del ‘900, sapeva queste cose, come mai siamo ancora a discutere sull’esecuzione della panca piana nel 2018?

Bisogna introdurre un breve riassunto della storia moderna dell’allenamento.

Tra la fine degli anni 90’ fino a non molto tempo orsono si diffuse nelle palestre (almeno a Milano) una corrente di pensiero sull’allenamento che chiamerò per semplificare, medical fitness.

Questa filosofia, importata da scienziati motori, fisioterapisti/trainer ed altre figure pseudo medicali, insieme alla complicità dei gestori dei club e produttori di attrezzature (chi ricorda la splendida panca con appoggi per i piedi nella figura sotto), diffuse la credenza che durante gli esercizi bisognava far aderire bene la schiena per proteggerla.

panca t

 

Potevamo vedere decine di persone tenere le gambe sollevate per schiacciare bene la curva lombare, fare solo esercizi da seduti (mai in piedi) addirittura legati con la cintura alla panca per far aderire il più possibile le vertebre.

Altre linee guida di questo “movimento” sconsigliavano: stacchi, squat, esercizi in piedi e mai fare movimenti dietro la nuca.

Logicamente molti traineres non erano d’accordo, ma era piuttosto difficile andare contro questo pensiero.

Fortunatamente siamo tornati alla ragione e l’allenamento “moderno” vuole che si mantengano il più possibile le curve fisiologiche.

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